MONITORAGGIO DEL RANDAGISMO CANINO

AVVIATO PROGETTO QUNQUENNALE 2014-2018:
MONITORAGGIO DEL RANDAGISMO CANINO
NELL’AREA DELLA RISERVA NATURALE DEI LAGHI LUNGO E RIPASOTTILE



Il fenomeno del randagismo canino costituisce un problema per la salute pubblica, l’incolumità dei cittadini, la salvaguardia dell’integrità genetica del Lupo (Canis lupus) e l’impatto che può essere prodotto sugli ecosistemi naturali e sulle attività antropiche.
Come auspicato dalla normativa vigente in materia, nell’ottica di acquisire le necessarie conoscenze, la Riserva Naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile ha avviato un progetto di monitoraggio del randagismo canino nell’area di propria competenza in connessione all’indagine già avviata sulla presenza/frequentazione del Lupo tramite il progetto denominato “Attività di wolf­howling nell’area vasta della Riserva Naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile” .
Lo scopo è quello di definire un quadro conoscitivo costantemente aggiornato del fenomeno anche attraverso la costituzione di una banca dati georeferita.
Tale indagine, come già accennato nella parte introduttiva, è anche motivata dalle profonde ricadute che il tema riveste per la conservazione della specie Canis lupus (competizione, ibridazione, danni zootecnia e relativi conflitti, ecc.) e permetterà all’Ente gestore di sensibilizzare i soggetti formalmente competenti (ASL, Comuni, altri), all’adozione delle misure volte alla riduzione del fenomeno del randagismo canino.

 

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L'istituzione della Riserva Parziale Naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile è un fatto di straordinaria importanza che risale al 1985, quando nel giugno venne emanata una Legge Regionale apposita, la n. 94, che tra l'altro affidava la gestione della Riserva stessa ad un Consorzio tra i Comuni di Cantalice, Colli sul Velino, Contigliano, Poggio Bustone, Rivodutri, Rieti, la Comunità montana Montepiano reatino, 5° zona.

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