La Fauna

L'ecosistema maggiormente diversificato e complesso del territorio della Riserva è quello acquatico. All' interno di questo è possibile infatti distinguere una ricca serie di habitat acquatici che vanno dalle risorgive, ai fiumi, canali, fossi, lame e laghi. Questa elevata diversità ambientale si riflette ovviamente sia sulle comunità vegetali sia su quelle faunistiche e fa sì che in questo ecosistema siano presenti i più elevati valori naturalistici del territorio. I vertebrati acquatici La zona delle risorgive, presente nel settore orientale della Riserva, dà origine a due principali corsi d'acqua: il fiume ed il canale di S. Susanna. Ambedue rientrano, secondo il concetto della zona ittica, all'interno della zona della Trota' . Infatti in queste acque fredde ed ossigenate sono presenti la Trota di torrente (Salmo trutta) e la Trota iridea (Oncorhynchus mykiss); quest'ultima specie, originaria del continente nord americano, è stata introdotta a scopo di pesca Nello specchio d'acqua delle Sorgenti di S.Susanna é possibile osservare, grazie ali estrema trasparenza delle acque, lo Spinarello (Gasterosteus aculeatus), un piccolo pesce dal peculiare comportamento riproduttivo: il maschio costruisce sul fondo un nido con filamenti vegetali ed invita diverse femmine a deporvi le uova, avvenuta la deposizione allontana le compagne e si prodiga da solo nella cura della prole. Lungo questi due corsi d'acqua è particolarmente facile osservare il Tuffetto (Tachybaptus ruficollis) e la Gallinella d'acqua (Gallinulo choropus). La prima specie è un piccolo Svasso che si alimenta, immergendosi sott' acqua, sia di piccoli pesci e di vertebrati acquatici sia di piante sommerse o natanti che crescono lungo la riva. Tra i mammiferi che frequentano questo tratto vi sono il Toporagno d'acqua (Neomys sp.) e l'Arvicola terrestre (Arvicola terrestris), entrambi abili nuotatori e sommozzatori. Nei bacini maggiori, nelle lame e lungo i fossi principali, dove le acque sono maggiormente riscaldate dal sole, scorrono più lentamente e contengono meno ossigeno disciolto, la comunità ittica cambia e si presenta più ricca e maggiormente diversificata. Siamo all'interno di acque popolate prevalentemente da Ciprinidi, caratterizzate dalla presenza della Scardola (Scardinius eritrophahalmus) e della Tinca (Tinca tinca). Inoltre occupano questo habitat il Luccio (Esox lucius), l'Anguilla (Anguilla anguilla) la Rovella (Rutilus rubilio) ed il Cavedano (Leuciscus cephalus). A queste specie, originarie dei bacini, se ne aggiungono delle altre introdotte per motivi legati all'attività di pesca, come la Carpa (Cyprinus carpio), originaria delle regioni dell'Europa orientale e dell'Asia orientale e centro-occidentale e introdotta nella penisola in epoca romana, il Persico reale (Perca fluviatilis), originario delle regioni dell'Italia settentrionale e del Persico sole (Lepomis gibbosus) proveniente dalle regioni orientali del, nord America. La Gambusia (Gambusia holbroocki) a differenza delle altre specie fu introdotta in tutta Italia con lo scopo di combattere la malaria in quanto questo piccolo pesce è un vorace predatore di larve di zanzare. Tra gli Anfibi Urodeli (Tritoni e salamandre) sono presenti il Tritone punteggiato (Triturus vulgaris), distribuito in gran parte dei fossi della Riserva e il Tritone crestato (friturus cristatus) maggiormente localizzato, Gli Anfibi Anuri, (Rospi e Rane) comprendono il Rospo comune (Bufo bufo), specie ad ampia distribuzione, l'Ululone a ventre giallo (Bombino variegata), estremamente localizzato, la Raganella comune (Hyla arborea), la Rana agile (Rana dalmatina) e la Rana verde italiana (Rana sp.). Tra i rettili acquatici è particolarmente comune la Biscia dal collare (Natrix natrix) . All'interno dell'ambiente lacustre e palustre il gruppo faunistico che presenta la maggiore ricchezza di specie è quello degli uccelli. In tutte le stagioni è possibile osservare qualche specie di particolare interesse. In inverno i due bacini maggiori, Lungo e Ripasottile, offrono la possibilità di soste a centinaia di uccelli acquatici (figura 1) provenienti dalle regioni settentrionali e centro orientali europee. In questo periodo dell'anno i laghi mantengono la più elevata biomassa: Svassi (Podiceps cristatus e Podiceps nigricollis), Cormorani (Phalacrocorax carbo), tra le anatre, Alzavole (Anas crecca), Fischioni (Anas penelope), Germani reali (Anas platyrhynchos), Morette (Aythya fuligula) e Moriglioni (Aythya ferina). Inoltre la consistenza numerica delle specie svernanti è in aumento, anche in seguito alla definitiva chiusura dell'attività venatoria esercitata nel lago Lungo fino al 1990 (figura 2). Durante la stagione primaverile è un continuo avvicendarsi di specie in migrazione. I movimenti iniziano già in febbraio con la comparsa delle Oche selvatiche (Anser anser), e continuano nel mese di marzo con le Marzaiole (Anas quequedula) e le Pittime reali (Limosa limosa), in aprile con i trampolieri, Piro piro boscherecci (Tringa glareola), Combattenti (Philomachus pugnax) e Corrieri piccoli (Charadrius dubius) sono tra le specie più numerose e regolari. Infine durante la primavera-estate i laghi ospitano una delle più cospicue popolazioni di Svasso maggiore (Podiceps cristatus) nidificanti nel Lazio ed alcune coppie di Tarabusino (Ixobrychus minutus), un piccolo e raro airone. Il solo mammifero strettamente acquatico che frequenta i bacini, comparso peraltro di recente (fine degli anni '80), é la Nutria o Castorino (Myocastor coypus), un grande roditore di origine sud Americana introdotto accidentalmente in Italia in seguito alla fuga di alcuni individui dagli allevamenti. Ecosistema terrestre Gran parte dell'ecosistema terrestre della riserva è costituito da estesi campi coltivati e da limitate estensioni di boschi. Queste ultime sono ovviamente formazioni vegetali che contengono la maggiore ricchezza di specie e presentano la più elevata diversità faunistica.

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L'istituzione della Riserva Parziale Naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile è un fatto di straordinaria importanza che risale al 1985, quando nel giugno venne emanata una Legge Regionale apposita, la n. 94, che tra l'altro affidava la gestione della Riserva stessa ad un Consorzio tra i Comuni di Cantalice, Colli sul Velino, Contigliano, Poggio Bustone, Rivodutri, Rieti, la Comunità montana Montepiano reatino, 5° zona.

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