Idrografia

Il discorso sull'idrologia della pianura reatina, ed in particolar modo del suo quadrante nord-orientale dove è ubicata la Riserva, è assai complesso. Alle situazioni originarie si sono sovrapposte le opere di bonifica, che a partire dal terzo secolo a.c. hanno ripetutamente e profondamente modificato il naturale assetto idraulico della zona. Certamente per quanto riguarda il profilo idrografico e idrogeologico, la zona si caratterizza per l'abbondanza di acque, sia superficiali che di falda. I contributi idrici più consistenti provengono dalla fascia pedemontana nel settore nord-est della pianura, dove si trovano risorgive di notevole portata, comprendenti le sorgenti di S,Susanna, S.Liberato, Vicenna Riara e numerose altre minori, e dove i grandi conoidi di Poggio Bustone e S.Liberato, intercalati alla copertura fluvio-lacustre alimentano, per mezzo delle acque di infiltrazione, la falda freatica superficiale affiorante nei laghi Lungo e Ripasottile. Alla alimentazione di tale falda contribuisce in misura decisiva anche il fiume Velino che scorre dalla parte opposta della pianura. In particolare la straordinaria sorgente di S. Susanna sgorga dalla coltre detritico a quota 390 m. s.l.m., circa 2 Km. a valle del centro abitato di Rivodutri, con una portata di oltre 5 mc/sec: era un tempo tributaria grazie all'omonimo fosso del lago di Ripasottile. Per l'eccezionale portata e per le caratteristiche del paesaggio questa sorgente è stata dichiarata ai sensi della L.R. 46/77 Monumento Naturale. La sorgente di S.Liberato, con una portata di circa 100 litri/sec, sgorga dal calcare a quota 575 m. s.l.m., nei pressi del paese di Cantalice, sul versante occidentale dalle pendici del monte Terminillo e si infiltra nell'antistante conoide per riemergere più a valle, a quota 375 m. s.l.m., nella risorgiva detta Vicenna Riara, che defluisce nel vicino lago Lungo. Sorgenti di S. Susanna, clicca sull'immagine per ingrandire La quantità di acqua è tale che considerata la morfologia del territorio, in condizioni normali, verrebbe ad impantanarsi una vasta aria attorno ai laghi della Riserva. Le opere di bonifica, soprattutto quelle realizzate a partire dal 1930, hanno nel tempo profondamente modificato le naturali condizioni di deflusso: le acque della sorgente di S.Susanna, sottratte alla zona umida, vengono immesse direttamente nel fiume Velino tramite un canale scavato a mezza costa a nord della piana. Una fitta rete di canali e di scoline drena nel lago Lungo, le acque stagnati superficiali che, attraverso il canale della Vergara passano nel lago di Ripasottile dove una centrale di pompaggio le immette poi nel fiume Velino, che scorre dunque pensile rispetto ai due laghi. Con opportuna regimazione, il livello dei laghi e della falda viene mantenuto a quota 369 m. s.l.m., due metri al di sotto del livello naturale con conseguente prosciugamento dei terreni acquitrinosi che, prima della bonifica, circondavano gli specchi d'acqua. A seguito degli interventi descritti, è venuto a scomparire quasi del tutto il lago di Fogliano, posto all'estremità meridionale del lago Lungo, che attualmente si presenta come una depressione coperta da fitta vegetazione di Cannuccia palustre.

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L'istituzione della Riserva Parziale Naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile è un fatto di straordinaria importanza che risale al 1985, quando nel giugno venne emanata una Legge Regionale apposita, la n. 94, che tra l'altro affidava la gestione della Riserva stessa ad un Consorzio tra i Comuni di Cantalice, Colli sul Velino, Contigliano, Poggio Bustone, Rivodutri, Rieti, la Comunità montana Montepiano reatino, 5° zona.

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